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Benvenuti a Castelnuovo Scrivia |
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mio paese, bigia meteora, s'intasa di nebbia e ci vogliono primavere robuste a sturarlo a ridare spazio e frenesia ai papaveri...! "La nebbia al mio paese" Gennaro Pessini
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LA TORRE DEL CASTELLO DI CASTELNUOVO
La torre che voglio descrivere è quella del castello
podestarile di Castelnuovo Scrivia, e che si trova nella piazza principale del
paese, piazza Vittorio Emanuele, di fronte alla chiesa parrocchiale, dedicata ai
Santissimi Pietro e Paolo. La torre è a pianta rettangolare (5x6 mt), e fu
ottenuta innalzando il muro nord e parte dei muri est e ovest della parte più
antica del castello, fino ad un’ altezza di 23 mt. Esaminando attentamente i
paramenti murari, soprattutto nei punti dove le nuove murature si impostano su
quelle persistenti, è stato possibile tracciare la successione degli interventi
costruttivi che furono necessari ad erigere la torre, una volta demolito il
tetto a due spioventi. Per portare la parete sud a 14 mt di altezza fu costruito
un arco a sesto leggermente a sesto acuto, di collegamento fra le due pareti est
ed ovest. Quest’arco fu infatti appoggiato alle pareti est ed ovest a circa
10,60 mt di altezza, affinché in
corrispondenza dell’archivolto si ottenesse l’altezza desiderata di
Il coronamento merlato delle pareti est, nord ed ovest venne ottenuto sfruttando la differenza di altezza tra i pilastri ed il paramento murario costruito fra di essi. È probabile che anche la parete sud fosse coronata da grossi merli: si scorgono infatti nel paramento murario esterno, ai lati dell’arco, le tracce dei merli angolari, mentre all’interno, sotto l’arco, compare l’impronta del merlo centrale. Sui paramenti est, nord ed ovest, i merli sono in buona parte conservati e tuttora leggibili, tra le tamponature murarie. Hanno dimensioni notevoli in rapporto alla grandezza dell’edificio. Anche questi merli, come i più antichi, sono caratterizzati da essenzialità costruttiva: unica concessione ornamentale sembrerebbe una cornice di laterizi che, disposti in aggetto, orlavano i merli alla base.
Le quattro pareti della torre furono realizzate con laterizi di pasta assai più fine di quella dei mattoni usati per l’edificio tardo-romantico.
Le torre era probabilmente illuminata da una sola monofora che si apriva nel muro sud. È lecito pensare, nonostante vi sia solo la monofora che porti a formulare tale ipotesi, che il fabbricato a sud della torre fosse stato coperto ancora da un tetto a due spioventi, ma ad un livello più basso rispetto a quello preesistente. Sulla base dei pochi elementi a nostra disposizione-la semplice monofora ed i nitidi piani in cotto privi di qualsiasi tipo di decorazione sino alla cornicetta diritta, che serve da innesto all’alta merlatura rettilinea, ma rigati dai fori pontali come da quattro precisi assi verticali- si può ipotizzare che la torre sia stata eretta nella seconda metà del Duecento.
La torre subì un ulteriore innalzamento e fu portata ad
un’altezza di circa
Il passaggio dalla cella campanaria al coronamento con merli a coda di rondine è segnato da una cornice di due o più corsi laterizi, gradinati in aggetto.
La torre, all’interno, era divisa in otto piani comunicanti fra loro tramite scale a pioli, sempre in legno.
Prima dei restauri del 1936, la torre era coperta da un
tetto a due falde, che si impostava all’altezza di circa
Anche il secondo intervento medievale di innalzamento non è collocabile in un precise ambiente cronologico. L’osservazione delle sole caratteristiche architettoniche, quali l’ardito slancio verticale sottolineato soprattutto dalla raffinata merlatura e la modulazione pittorica delle superfici, basate sui tagli d’ombra profondi e netti delle monofore archiacute, parrebbe suggerire una ipotesi di datazione della struttura intorno alla prima metà del Quattordicesimo secolo.
